Misted di ricordi - grafica di Angela Campanella

Nel 1905 nasceva Giulio Borgna, un fantastico poeta, che l'antichissima cittadina 
etrusca di Cerveteri, a pochi chilometri da Roma, ha avuto l'onore ed il piacere di 
avere come concittadino.
Quando morì, nel 1983, lasciò tante meravigliose poesie e Luisa, sua nipote, mi ha 
fatto omaggio degli ultimi versi, dove il poeta ha espresso i suoi delicati e umani 
sentimenti, lamentando il poco rispetto verso l'età cadente e l'incontestabilità dei 
nostri tempi, sazi e gaudenti.


Vecchi di ieri e di oggi

Vecchietti lì seduti a li scalini,
tu li vedevi tutti rannicchiati,
rotte le scarpe e senza pedalini,
lunga la barba e i panni un po' strappati.
Nessuno ci pensava, poverini,
ma la gioventù ch'era educata
pochi quattini avea, ma gran rispetto
per il povero e debole vecchietto.
Io mi ricordo l'arzillo Gigetto
che a sett'antanni andava a la macchia
e ritornava con un bel fascetto
e lo vendeva a la signora "Cacchia"
per bere mezzo litro, poveretto, 
che se ti casca addosso non si smacchia
per quanto ere nero quel vinone:
sembrava fatto prorpio col bastone!
Coi tempi d'oggi non c'è paragone: 
ogni vecchietto lo vedi sbarbato,
ogni due mesi prende la pensione
e non lo vedi tanto rannicchiato.
Strilla, protesta e vuol le sue ragioni
perché i contributi lui ha pagato.
Con questi governi più o meno buoni
in giro più non vedi l'accattoni.

Giulio Borgna

 

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